Tra chi conosce solo superficialmente i fiori di Bach, è diffusa l’idea che essi siano i cugini romantici dei fitoterapici, e che ognuno di essi abbia una risposta unica basata sulla sintomatologia di chi li assume. Così si va in farmacia, pretendendo fiori di Bach per l’ansia, fiori di Bach per dormire o anche fiori di Bach per cani e gatti, da un ignaro farmacista che non conosce noi né i nostri cani e gatti. Niente di più sbagliato: a differenza dei fitoterapici i fiori di Bach non hanno principi attivi, e non curano sintomi, ma stati d’animo che provocano determinati sintomi. Per fare chiarezza su come funzionano i fiori di Bach, partiamo dall’inizio.

I fiori di Bach sono preparati con acqua di sorgente

1. Come funzionano i fiori di Bach: l’energia dei fiori

Edward Bach, di cui non staremo a narrare le gesta, durante la carriera di immunologo si rese conto che molte malattie dipendono da stati d’animo negativi. Da qui la necessità di curare, non tanto i sintomi, quanto le cause che risiedono nell’intimo del paziente.

Durante il soggiorno nel natio Galles, Bach, si rese conto dell‘energia che alcuni fiori trasmettevano alla rugiada e arrivò ad associare determinati fiori a determinati stati d’animo.

Immergendo i fiori in acqua di sorgente ed esponendola al sole, riuscì quindi a ricreare artificialmente la rugiada in grandi quantità. Il contenuto della boccetta, quindi, altro non è che rugiada artificiale a cui il fiore, che non compare direttamente nella preparazione, ha trasmesso, non un principio attivo, ma la propria energia durante la fase di “solarizzazione”.

Bach ha avuto il merito di portare a conoscenza del mondo queste sue intuizioni, ma gli stessi aborigeni (e chissà chi altri), molto prima di lui, usavano l’energia dei fiori per curarsi, pur tenendoci all’oscuro di questa loro sana abitudine.

Le vibrazioni energetiche che il paziente assume con le gocce, si propagano nel suo corpo attraverso un reticolato di meridiani, arrivando a trasformare lo stato d’animo negativo in positivo.

Così, quando chiediamo al farmacista fiori di Bach per l’ansia (è la richiesta più gettonata), senza specificarne la cause, meglio farebbe il farmacista, a suggerirci la valeriana che ha un principio attivo e cura tutti indistintamente, anche se non in maniera definitiva.

Se vogliamo invece far sparire l’ansia con i fiori di Bach, dobbiamo capire che ci sono tanti rimedi, per quante sono le varianti e le cause dell’ansia: la paura di un pericolo reale oppure di uno ignoto, la paura di essere giudicati che crea ansia da prestazione, l’ansia della madre iperprotettiva per i propri figli e così via. Ognuno dei 38 fiori può curare non una ma tante patologie se abbinato correttamente al paziente.

Cerchiamo allora di capire come scegliere i fiori più adatti a noi

 

2. Come scegliere i fiori di Bach: attenzione ai guru della superficialità

Nel campo delle cure alternative le mode si susseguono alla velocità della luce. Chi ricorda, ad esempio, quando la papaya fermentata era la panacea per tutti i mali? Ora è il momento dell’argento colloidale che non tarderà molto a cadere in disgrazia.

Altrettanti sono quelli che si improvvisano guru, senza una solida preparazione alla base e alla signora ansiosa di cui sopra, consiglieranno il Rescue Remedy considerata erroneamente l’Aspirina della floriterapia. In realtà il Rescue Remedy è un rimedio d’emergenza temporaneo, una cura d’urto legata ad emozioni negative momentanee e circoscritte: un incidente, un lutto, un tradimento; ma non serve a curare una patologia emotiva cronicizzata.

Alcuni terapeuti dell’ultima ora, utilizzano dei questionari – reperibili anche online – che hanno l’inconveniente di fare una diagnosi sulla base di sintomi emotivi che rappresentano solo il livello più superficiale del problema: ti senti oberato dai troppi impegni e responsabilità? Vieni abbinato a Elm, quando invece la causa di questa sensazione potrebbe essere una mancanza di autostima (Larch). Evitiamo i questionari.

Come fare allora una corretta diagnosi? Se riteniamo di essere veramente onesti con noi stessi, in questo campo il “fai da te“, una volta digerito il principio su cui si basano i fiori di Bach, sarebbe la soluzione migliore. Studiamo bene ogni fiore senza fretta, lasciamo che ci parli, entriamo in sintonia e nello stesso tempo cerchiamo di capire se i sintomi in cui ci riconosciamo, si fermino veramente lì o siano solo la patina che nasconde il vero problema. Questa operazione ha il grande vantaggio di rappresentare, prima di tutto, un viaggio dentro noi stessi, che è un po’ quello che facciamo quando andiamo dallo psicanalista; solo che così non dobbiamo svenarci.

Sicuramente ci capiterà come al protagonista di Tre uomini in barca dopo la lettura dell’Enciclopedia Medica, di essere convinti che ci servano tutti i 38 rimedi, e se ce ne fosse qualcuno in più non guasterebbe. In casi come questi, quando proprio non riusciamo a decidere (soprattutto all’inizio vale il principio che “meno è meglio“) tre sono i fiori che possono aiutarci nella scelta: Star of Bethlhem, Holly e Wild Oat. Sono semplicemente fiori di orientamento da assumere nella prima fase.

I migliori libri sull’argomento sono quelli scritti da Mechthild Scheffer. Il nome è impronunciabile ma i libri sono illuminanti.

Al di fuori del “fai da te”, o dei questionari già citati, gli esperti in fiori di Bach ricorrono a diversi metodi che “leggono” le energie, positive o negative che siano: bacchetta, pendolino, imposizione delle mani. Dato che alcuni di questi metodi possono dar adito a speculazioni, potremmo andare sul sicuro affidandoci al Vega Test, che ha già una propria legittimazione sul mercato e che non si limita a rilevare solo le intolleranze alimentari.

 

3. Come si preparano e in quanto tempo agiscono i fiori di Bach: istruzioni per l’uso

Ecco altre due domande ricorrenti. Iniziamo a rispondere alla prima: non c’è un tempo stabilito. Negli animali e nei bambini, che hanno meno sovrastrutture l’effetto è sicuramente più rapido. Negli adulti i tempi si allungano. Dipende da quanto è sedimentata la patologia che si va a curare. Se dipende da un trauma risalente all’infanzia Star of Bethlehm impiegherà del tempo a rimuoverlo. Non bisogna scoraggiarsi. La risposta è soggettiva, come lo sono gli effetti immediati: può capitare anche di veder peggiorare momentaneamente la sintomatologia, oppure di fare sogni dai quali ci si sveglia più stanchi di quando si è andati a letto o anche l’esatto contrario. I tempi di risposta sono lunghi nella maggior parte dei casi.

Prepararle e assumere i fiori di Bach è invece molto facile. Definiamo, prima di tutto le boccette: la boccetta di riserva è quella che contiene l’essenza pura, da cui attingeremo per preparare la boccetta di somministrazione, dalla quale assumeremo giornalmente e diligentemente le nostre 16 gocce. Quest’ultima (utilizzare quella da 30 ml) va riempita con acqua minerale e qualche goccia di brandy (impedisce alla soluzione di marcire) e vi vanno aggiunte due gocce dell’essenza pura dalla boccetta di riserva

La soluzione va assunta quattro volte al giorno: tassativamente il mattino appena svegli e la sera prima di dormire. Le altre due somministrazioni permettono maggior flessibilità e possono essere ripartite durante il giorno quando se ne ha l’occasione (ad esempio prima di pranzo e a metà pomeriggio).

 

4. I fiori di Bach funzionano? Dipende…

Eccoci arrivati, dopo aver speso tanto tempo a leggere, alla domanda fondamentale: ma funzionano davvero?

I fiori di Bach funzionano. Lo dimostra il fatto che la risposta migliore è stata riscontrata sugli animali, sui quali non si può parlare di effetto placebo. Funzionano se utilizzati nel giusto contesto. Gli entusiasti dell’ultima ora vi faranno credere che la floriterapia curi tutto, dal semplice raffreddore alla broncopolmonite. Non è così: una broncopolmonite in corso o in incubazione, meglio curarla con gli antibiotici, integrandoli, piuttosto, con una cura urto di fiori di Bach. Se però la vostra patologia è dovuta ad immunodeficienza causata da stress, depressione con conseguente diminuzione dell’istinto di conservazione o da altri stati d’animo negativi, allora i fiori di Bach potranno aiutarvi a prevernirne di nuove. E’ noto che le persone con maggior voglia o ragione di vivere, si ammalano meno e, quando si ammalano, rispondono meglio alle cure rispetto a chi si lascia andare. Lo stesso Bach, a cui nel 1917 furono diagnosticati pochi mesi di vita, morì dopo quasi venti anni, soltanto dopo che ebbe scoperto gli ultimi fiori e considerata conclusa la propria missione sulla Terra.

I fiori di Bach funzionano sicuramente per curare ansia, depressione, gelosia e altre disagi della psiche e, sfruttando l’onda lunga, tutte le malattie psico-somatiche che ne derivano. Quando invece le cause della patologia sono oggettive ricorrete ai principi attivi.

 

(FONTE: www.buzznews.it)